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DECRETO LIQUIDITA’: I rischi connessi ai finanziamenti. Ecco cosa fare prima di accedervi | Valore Aggiunto Srl
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DECRETO LIQUIDITA’: I rischi connessi ai finanziamenti. Ecco cosa fare prima di accedervi | Valore Aggiunto Srl

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Con il precedente articolo, abbiamo visto le principali misure previste dal Decreto Liquidità in favore delle Piccole e Medie Imprese. Tra queste misure, sicuramente quella che merita più attenzione sono i finanziamenti previsti per le stesse PMI, la cosiddetta “potenza di fuoco” tanto decantata dal governo: ma si tratta davvero di potenza di fuoco, o di rischio incendio per le PMI stesse?

Come prima cosa, occorre fare chiarezza: l’iniezione di liquidità non avviene con versamento diretto da parte dello Stato mediante erogazioni a fondo perduto (in tutto o in parte). Al contrario lo Stato fornisce una garanzia del novanta o del cento per cento sugli importi chiesti in finanziamento (a seconda dei casi, vedi qui) e determina delle nuove regole per la concessione dei finanziamenti che saranno richiesti dalle PMI sino al 31 Dicembre 2020. Tali finanziamenti dovranno essere erogati a mezzo di Banche e intermediari finanziari e saranno assoggettati a restituzione integrale da parte dei soggetti finanziati, sebbene con delle regole di assoluto favore (tasso agevolato e prima rata dopo 18/24 Mesi).

Le garanzie saranno prestate tramite il Fondo di Garanzie per le PMI, Mediocredito Centrale (MCC) e i Confidi.

Vi sarà, dunque, un aumento dell’indebitamento delle imprese, chiamate a sostituire una passività immediata (ossia la perdita da mancato fatturato dei mesi di Marzo e Aprile) con un’altra passività, stavolta a medio/lungo termine (il finanziamento bancario). Tale circostanza, unita all’incertezza relativa alla ripresa, ai tempi di riapertura e quindi alle effettive possibilità d’incasso future per l’impresa stessa, potrebbe innescare una pericolosa miccia. Con questo articolo ci proponiamo di fornire alcuni consigli utili per le imprese per evitare i rischi connessi all’accesso al credito.

  1. Come operano i fondi di garanzia? Quali criticità?

Prima di parlare dei consigli utili per le imprese, occorre effettuare una piccola digressione sui metodi di operatività dei fondi di garanzia, necessaria per comprendere appieno i rischi finanziari dell’operazione.

I fondi che presteranno le garanzie a favore delle PMI sono di due tipologie: fondi pubblici (Fondo garanzia PMI e Mediocredito Centrale – MCC) e fondi privati a interesse pubblico (Confidi).

Prima criticitàfondi pubblici: detti fondi ricevono dallo Stato ogni anno un c.d. “fondo di dotazione”, ossia delle somme per far fronte alle garanzie prestate. La criticità sta nel fatto che lo Stato, spesso, nonostante gli impegni assunti dai fondi di garanzia stessi, durante il corso degli anni tenda a diminuire sempre più i fondi di dotazione, attingendo ad essi ad ogni legge finanziaria come se fossero una sorta di “cassa liquidità” . Ciò determina che spesso questi fondi sono a corto di risorse, per cui tendono ad essere molto lenti nei pagamenti.

Seconda criticitàla burocrazia: sebbene sia stata semplificata la modalità di accesso alle garanzie (che ora è automatica all’erogazione del finanziamento), altrettanto non è vero per l’escussione delle garanzie, soggetta ad un mare di rivoli burocratici. Tale burocrazia rende molto più lenti i tempi di escussione (ci vogliono spesso molti anni per escutere una garanzia statale).

Terza criticità – I Confidi: i Confidi sono consorzi privati, per cui per accedere alla garanzia da loro prestata, occorrerà in primis pagare la quota consortile. Preme di notare, però, come alcune criticità nella gestione, abbiano portato alcuni confidi in Liquidazione Coatta Amministrativa. Pertanto, sempre più di frequente accade che le garanzie Confidi non possano essere escusse.

  1. Come si comporteranno le Banche?

Come potete immaginare, tutte le circostanze evidenziate sopra sono ben note agli Istituti di Credito. Di conseguenza, possono portare dei rischi per le imprese che vogliono accedere al credito, determinati da alcuni comportamenti degli istituti eroganti stessi, che tenderanno ad utilizzare gli strumenti in loro possesso per diminuire il rischio e le tempistiche connesse all’escussione delle garanzie statali. In buona sostanza è molto probabile che le Banche, in aggiunta alla garanzia statale, chiederanno fideiussioni, pegni (su titoli, su polizze vita, ecc), garanzie ipotecarie, polizze fideiussorie.

Rammentiamo, inoltre, che:

  • Per i finanziamenti fino a 25.000 euro, sebbene non vi sia alcun obbligo di valutazione del merito creditizio, non vi sarà comunque un’erogazione automatica, essendo tale erogazione comunque condizionata a delibera della Banca stessa. L’Istituto potrà dunque munirsi in via autonoma dei documenti che ritenga opportuni e/o potrà chiedere al soggetto richiedente le ulteriori garanzie sopra menzionate;
  • Per i finanziamenti sino a €. 800.000, qui non solo è prevista una valutazione del merito creditizio, ma vi sarà comunque anche la delibera della Banca stessa la quale, anche in tal caso, potrà chiedere ulteriori garanzie.

 

  1. I rischi per imprese e imprenditori

Qualora la Banca ottenga la stipula di una fideiussione o di un ipoteca o di un pegno, tale garanzia concorrerà, in solido, con la garanzia dello Stato. Questo significa che, in caso di mancato pagamento, la Banca stessa potrà decidere di escutere prima i garanti, i pegni o gli immobili a garanzia, salvo poi rivolgersi solo per l’eventuale residuo nei confronti dello Stato. E’ molto probabile che la Banca adotti questo comportamento: infatti mentre per escutere la garanzia statale, come visto, ci vogliono molti anni, al contrario ottenere un decreto ingiuntivo e sottoporre a pignoramento i beni di un garante o delle imprese è veloce e immediato, basta qualche mese.

Certo, il debitore potrà opporsi e chiamare in garanzia lo Stato, oppure potrà rivolgersi in rivalsa nei confronti dello Stato stesso, ma per compiere queste azioni legali spesso ci vogliono anni: nel frattempo la Banca proseguirà le sue azioni e vi sarà un danno irreparabile per il soggetto escusso.

Rammentiamo infatti che l’imprenditore, i soci illimitatamente responsabili (i soci di una snc e gli accomandatari di una sas) e i garanti, rispondono “con tutto il proprio patrimonio presente e futuro” (art. 2740 codice civile) per le obbligazioni contratte nell’esercizio dell’impresa e per le obbligazioni garantite da fideiussione. La Banca potrà dunque pignorare i conti, le auto, le case, i gioielli, i macchinari e via discorrendo. Inoltre, in caso di mancato pagamento, tutti i soggetti obbligati verrebbero “passati a sofferenza”, con conseguente segnalazione “a sofferenza” in Centrale Rischi: si diverrebbe sostanzialmente degli appestati per il sistema bancario (per gli imprenditori, spesso questa è l’anticamera del fallimento).

Una maggiore attenzione deve essere prestata da  ditte individuali, S.n.C. e S.a.S., per le quali  il titolare della ditta, i soci della S.n.C. e gli accomandatari della S.a.S. sono garanti per legge delle obbligazioni contratte dall’impresa. Infatti la legge, a prescindere dalla prestazione di una fideiussione, stabilisce che questi soggetti sono responsabili in solido con l’impresa.

Al fine di mitigare questi rischi, vi raccomandiamo di seguire questi consigli.

4. I consigli:

  • Recarsi in Banca a chiedere il finanziamento con un proprio avvocato di fiducia: è buona norma, in questo caso ma anche in ogni caso di richiesta di un finanziamento bancario, far analizzare tutta la documentazione contrattuale ad un proprio legale di fiducia esperto della materia. Spesso nella contrattazione bancaria si nascondono clausole e insidie per l’imprenditore: firmare inconsapevolmente, facendo affidamento sulla buona fede della banca stessa, è uno dei peggiori errori che si possano compiere e può comportare gravi perdite economiche. Con un avvocato, invece, è possibile negoziare le condizioni con la banca, espungendo quelle più gravose per l’imprenditore, evitando di apporre garanzie non necessarie e rendendo l’operazione sicura dal punto di vista finanziario;
  • Farsi mandare preventivamente dalla Banca il pro forma del contratto, al fine di analizzarlo: spesso accade che in Banca, per non perdere tempo o per evitare l’imbarazzo con l’addetto, si tenda a sottoscrivere tutti i numerosi documenti senza leggerli approfonditamente. Come è ragionevole intuire, tale comportamento è sbagliatissimo. Meglio farseli inviare telematicamente e, se non si è in grado di comprenderne appieno il contenuto, rivolgersi al proprio legale di fiducia;
  • Non stipulare nuove fideiussioni (specie per chi è socio di S.r.l.);
  • Non recarsi presso la stessa banca con cui già si hanno rapporti: nel caso in cui si abbiano già rapporti con una banca e si siano già stipulate fideiussioni con la banca stessa, infatti, ben può accadere che anche senza stipulare nuove fideiussioni, quelle già stipulate siano operative anche sul nuovo finanziamento. Infatti le fideiussioni bancarie spesso sono c.d. “omnibus”, ossia garantiscono, fino a un certo importo, tutti i rapporti presenti e futuri con la banca stessa;
  • Non concedere ipoteche;
  • Non concedere pegni;
  • Attenzione agli interessi: rammentiamo che per i finanziamenti sotto i €. 25.000 i tassi d’interesse sono predeterminati per legge e oscilleranno tra il 1% e il 2%. Per i finanziamenti da €. 25.000 sino ad €. 800.000 gli interessi sono lasciati alla determinazione delle banche, per cui occhio alle contrattazioni;
  • Richiedere solo quanto necessario: le condizioni agevolate, si sa, tendono a incentivare il richiedente nel chiedere più del necessario. Considerata l’incertezza sulla ripresa, però, ogni euro in più da restituire può essere un rischio: meglio consultarsi prima con il commercialista e verificare l’effettivo fabbisogno;
  • Fare un business plan di ripresa: come detto, ogni finanziamento va restituito. Specie in situazioni simili di incertezza diviene fondamentale elaborare un Business Plan riguardante le effettive possibilità di ripresa, i flussi di cassa attesi, gli esborsi correnti e l’effettiva rata sostenibile. Meglio essere prudenti. In ogni caso vi consigliamo di rivolgervi al vostro commercialista di fiducia.

Rivolgendovi alla Valore Aggiunto S.r.l., in collaborazione con lo Studio Legale Scavo, avrete a disposizione un team di avvocati esperti di diritto bancario e di economisti, in grado di consigliarvi al meglio  per le vostre operazioni di ottenimento di nuovi finanziamenti e di prevenire ed evitare tutti i rischi ad essi connessi. Forniamo un servizio di assistenza completa, recandoci con voi in Banca per richiedere il finanziamento, verificandone le condizioni e contrattandole; forniamo la possibilità di analizzare da remoto tutta la documentazione; elaboriamo per voi il business plan; vi aiutiamo nel sistemare le pendenze pregresse con la Banca. Il tutto, rappresentando un Valore Aggiunto per la tua impresa!

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